A Ocumare de la Costa, dopo a Maracay, dopo ad Acarigua…
Dopo due anni papà aveva abitato e lavorato in tre città diverse, cercando un luogo dove guadagnare più soldi anche sentirse a suo agio. Ocumare de la Costa gli sembrava noiosa, Maracay era più divertente ma è avuto problemi al lavoro, quindi è andato ad Acarigua dove un connazionale aveva una falegnameria.
Si può dire che papà si è adattato bene a vivere in Venezuela, e i cibo ha aiutato. Siccome in Venezuela abitavano molti italiani non era difficile trovare luoghi dove mangiare cibi italiani. Un buon ragù, gnocchi, pasta e fagioli. Ma anche papà gli piaceva i cibi venezuelani: pabellón (riso, fagioli neri, manzo), arepas (piccoli pane di forma circolare preparati con farina di mais, ripieni con qualsiasi cosa, come prosciutto, formaggio, tonno) e cosi tanti cibi. Ma io penso che quelli cibi che gli piacevano di più erano mescole italiane-venezuelane: arepa con mortadella, spaghetti con caraotas negras (fagioli neri) y queso rallado (formaggio venezuelano grattugiato).
Tonino, ti piace Venezuela?
Certo! Si mangia bene!
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