miércoles, 29 de julio de 2020

Si mangia bene!!

A Ocumare de la Costa, dopo a Maracay, dopo ad Acarigua…


Dopo due anni papà aveva abitato e  lavorato in tre città diverse, cercando un luogo dove guadagnare più soldi anche sentirse a suo agio. Ocumare de la Costa gli sembrava noiosa, Maracay era più divertente ma è avuto problemi al lavoro, quindi è andato ad Acarigua dove un connazionale aveva una falegnameria. 


Si può dire che papà si è adattato bene a vivere in Venezuela, e i cibo ha aiutato. Siccome in Venezuela abitavano molti italiani non era difficile trovare luoghi dove mangiare cibi italiani. Un buon ragù, gnocchi, pasta e fagioli. Ma anche papà gli piaceva i cibi venezuelani: pabellón (riso, fagioli neri, manzo), arepas (piccoli pane di forma circolare preparati con farina di mais, ripieni con qualsiasi cosa, come prosciutto, formaggio, tonno) e cosi tanti cibi.  Ma io penso che quelli cibi che gli piacevano di più erano mescole italiane-venezuelane: arepa con mortadella, spaghetti con caraotas negras (fagioli neri) y queso rallado (formaggio venezuelano grattugiato). 


Tonino, ti piace Venezuela?

Certo! Si mangia bene!


domingo, 26 de julio de 2020

Piccola Venezia

Sono arrivato!!!!!


Sebbene il viaggio è durato due settimane non è stato tanto pesante come io pensavo. Non ho avuto il mal di mare, avevo paura di quello prima di prendere il barco. 


Venezuela...


Ho letto che Venezuela significa “piccola Venezia”. Quando Cristoforo Colombo e il suo equipaggio  siete arrivati in queste belle terre hanno visto case sull’acqua come in Venezia, quindi hanno detto “siamo arrivati in una Venezuela”. Cristoforo Colombo pensava che era stato arrivato al Paradiso. Adesso capisco perché. La costiera è bellisima!!!


Molti compagni di viaggio hanno parenti in Venezuela, quindi ho sentito nomi di città: Caracas, che è la capitale, Maracaibo, Valencia, Barquisimeto. Io andrò a una piccola città vicino al mare chiamata Ocumare de la Costa, dove abitano gli italiani che io conosco.


  • Señor Esposito, tenga usted su pasaporte. Bienvenido a Venezuela

  • Grazie. Arrivederci


Capisco un po la lingua spagnola. Miei amici mi hanno detto che non è difficile capirla.


Madonna! Che caldo fa! Più caldo che a Fondi in estate!


Ho preso  l’autobus che mi porterò a casa di Peppino a Ocumare de la Costa… sono stanco...


Che belle donne! Il Paradiso, come Colombo diceva!


martes, 21 de julio de 2020

Andrò in Venezuela ... l'avventura della mia vita

Ho 28 anni e sono un bravo falegname, ho tanti amici, mi piace la mia città.

D'altro canto...

Non è facile trovare un buon lavoro, guadagno poco soldi, non ho casa, non ho moglie, il futuro sembra difficile.


Peppino, il cugino di Marco, gli ha scritto una lettera! Dice che Venezuela è un paradiso. C’e molto lavoro da fare, si possono fare soldi, le spiagge sono bellissime… e le donne… Madonna, le donne!


Mi sentirò nostalgico? Troverò presto un lavoro? Che sucederà se sono malato? Se voglio tornare in Italia e non ho soldi?


L’ho deciso. Chiederò a Marco l’indirizzo di Peppino e gli scriverò per chiedergli aiuto. Perché sono sicuro che avrò bisogno di aiuto. Peppino è un vero amico, anche ci sono tanti italiani in Venezuela, alcuno di loro mi aiuterò...


E così,nell’anno 1961 Tonino è andato in Venezuela, con un baule, molti dubbi e molte speranze


viernes, 17 de julio de 2020

Voglio diventare falegname

Falegname? Perché?

Non lo so, perché mi piace…

Ma come si impara la falegnameria?

Devo andare tutti giorni a vedere come si fa…


Avete guardato il film Cinema Paradiso? Vi ricordi come Alfredo ha insegnato a Totó a lavorare con il proiettore? Così si imparava quando Tonino era un ragazzo, e così è stato fatto per secoli.


Primo giorno:

Buongiorno, signore falegname. Se volete posso aiutare

Ma che dici? Vai fuori di qui!


Secondo giorno:

Buongiorno, signore falegname. Io posso fare la pulizia

Ho detto no! Basta!


Molti giorni dopo, Tonino ha preso la scopa e ha spazzato la segatura.  Il falegname non ha detto niente.


Dieci giorni dopo Tonino aveva spazzato  la segatura tutti giorni il falegname gli ha detto: “Adesso raccogli le ferramente”. Quando Tonino ha finito il falegname gli ha detto: “Vieni domani alle 8” 


Tonino è arrivato alle 8. Il falegname gli ha detto: “Vieni qui, prendi il martello e dammelo”


Due mesi dopo, Il falegname gli ha detto: “Il legno è levigato cosí”


Come Alfredo e Totó!


lunes, 13 de julio de 2020

La città di Tonino

Fondi è una città vicino al mare, a metà strada tra Roma e Napoli. Nell’anno 1931 Rosaria e Paolo abitavano a Fondi con la sua  bambina Amalia  e volevano un’altro figlio, quindi Antonio Esposito Terenzio è nato il 21 Febbraio 1932. Sia Paolo che Amalia sono morti pochi anni dopo, quindi Amalia si prese cura del suo fratellino come se fosse sua madre.


La vita a Fondi era tranquilla, ma la Seconda Guerra Mondiale è cambiato tutto e vennero gli anni difficili, fame e paura. Ma Tonino era un bambino e solo voleva giocare.


Un giorno Tonino è arrivato a casa: “Amalia, Amaliaaaaa! Guarda, guarda cosa ho trovato! Un sapone per lavare i vestiti!” 


Un sapone? Farmi vedere!


Amalia è quasi morta di paura quando il suo fratellino le ha dato quello che sembrava un candelotto di dinamite. Veramente lo era,ma già fatto esplodere.


Tonino non è uscito a giocare per un mese… era punito!

 

sábado, 11 de julio de 2020

Capisco un po e parlo un po...

Esposito! Napoletano?

No, venezuelano ma figlio di italiano…

Va bene. Parla italiano?

Capisco un po e parlo un po...


Questo e successo tante volte quando sono andato in Italia che tre anni fa  ho deciso imparare italiano. Dico imparare italiano perché il mio padre ci parlava in “itagnolo”, diciamo tre parole in spagnolo e una parola in italiano, quindi io sempre ho saputo il significato di alcune parole anche espressioni italiani. Ma non potevo dire che io parlavo italiano.


Tonino (il mio padre) non mi ha mai insegnato la lingua italiana, ma devo dire che io non gli ho mai detto “insegnami”. Quindi un giorno ho pensato “sono ancora in tempo per impararla, e penso che sarà divertente, anche sarà un omaggio alla memoria di Tonino e la sua avventura in due paesi, Italia e Venezuela”. Papà è morto sedici anni fa.


Dopo tre anni studiando la lingua italiana penso che oggi posso dire “papà, parlo già italiano” :)  E siccome parlo già italiano, voglio raccontarvi in italiano alcune storie della vita di Tonino anche della mia vita.


Andiamo!


Passeggiata nel pomeriggio

  - Sergio, andiamo! - Aspettami un po’ papà -Sbrigati! Mi vado! Ogni pomeriggio alle 5 papà andava a bere un caffè al bar Roma, dove andava...